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Eiaculazione ritardata o mancata eiaculazione

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view post Posted on 7/5/2009, 23:21 QUOTA
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L'eiaculazione ritardata è un disturbo sessuale della fase orgasmica molto meno frequente dell'eiaculazione precoce, anche se in aumento. È caratterizzata da un ritardo involontario, e quindi sgradevole, del riflesso eiaculatorio, nonostante una stimolazione lunga e adeguata. Può essere primaria o secondaria, assoluta (il paziente non riesce mai a eiaculare quando lo desidera) o, più spesso, situazionale. Raramente è su base organica (malattie neurologiche, neuropatia diabetica, farmaci); generalmente è su base psicologica, indice della difficoltà a vivere serenamente il rapporto con il partner o l'esperienza di perdere una parte di sé (lo sperma) che può risultare ansiogena per alcuni uomini, come del resto può essere l'esperienza dell'eiaculazione, associata all'orgasmo, e quindi alla perdita di controllo o dei propri confini.
Tra le cause organiche che la inducono e che inducono, ancor più precisamente, l'eiaculazione impossibile, troviamo:

A) Cause neurologiche
- tumori o traumi del midollo
- sclerosi multipla
- morbo di Parkinson
- neuropatie

B) Cause endocrino-metaboliche
- ipotiroidismo
- diabete

C) Cause chirurgiche
- interventi nel distretto addomino-pelvico-perineale

D) Farmaci
- bloccanti alfa-adrenergici
- neurolettici
- antidepressivi triciclici e serotoninergici
- alcool
- metoclopramide
- cannabinoidi
- narcotici

In particolare sono i farmaci antidepresivi triciclici e serotoninergici che presentano come frequente effetto collaterale il ritardo dell'eiaculazione.

Più frequentemente le cause sono invece di tipo psichico e questa disfunzione e' collegata a problemi di tipo psicologico riguardanti soprattutto la capacità di lasciarsi andare al piacere, specie con la propria partner. L'eiaculazione ritardata tende ad allungare i tempi dei rapporti sessuali e, se per l'uomo non è scontato il raggiungimento dell'orgasmo, per la donna il rapporto può essere pesante e doloroso, facendo inoltre sentire i due partners l'uno deluso e l'altra in colpa. Non parliamo, ovviamente, di episodi sporadici che rientrano, comunque, nella normalità della vita sessuale. Solo se si ripetono con una certa frequenza e se sono ravvicinati nel tempo, tanto da creare disagio a uno o a entrambi i partners, si dovrebbe richiedere l'intervento integrato di più specialisti.

In alcuni particolarissimi casi si puo', infine, parlare di eiaculazione impossibile.
Occorre fare una differenziazione tra
a) il quadro clinico completo, nel quale non vi è eiaculazione e neppure orgasmo;
b) le condizioni nelle quali non vi è eiaculazione, ma è mantenuta la sensazione orgasmica;
c) quelle situazioni in cui vi è eiaculazione senza orgasmo.
Nella situazione a) le cause organiche sono assimilabili a quelle viste per l'eiaculazione ritardata. Sul piano psicologico, solitamente, si tratta di una conseguenza di un quadro ossessivo, caratterizzato da una necessità di controllo che si riverbera anche sulla sessualità. Nella situazione b) posiamo essere di fronte a quella che si definisce eiaculazione retrograda, con orgasmo quindi mantenuto, ma mancanza di emissione di sperma che, invece, viene spinto in vescica. Ne possono essere causa:

A) Problemi chirurgici
- esiti di prostatectomia
- interventi di simpaticectomia addominale
- chirurgia dell'aorta addominale
- linfoadenectomia retroperitoneale

B) Diabete mellito

C) Farmaci
- tioridazina

Quando invece all'esame delle urine non sono presenti spermatozoi, si è di fronte ad un orgasmo anaeiaculatorio, che può essere determinato da:

A) Cause chirurgiche
- distruzione delle vie simpatiche addominali
- blocco dei deferenti a livello del collicolo prostatico da cause infiammatorie o traumatiche e post-chirurgiche

B) Cause endocrine
- ipogonadismi primitivi e secondari (vi è diminuzione di eiaculato per deficit di testosterone)

C) Farmaci
- bloccanti alfa-adrenergici

Nella situazione c) il normale riflesso eiaculatorio non è accompagnato da orgasmo.
Di solito tutte le fasi della risposta sessuale si susseguono normalmente e l'erezione è mantenuta per diversi minuti dopo l'eiaculazione. La sola causa organica di questo disturbo è da attribuirsi ad una patologia del midollo spinale. Di solito le cause sono psicologiche, con meccanismi psicosomatici che bloccano il piacere. Spesso si tratta di un sintomo psichiatrico di tipo isterico.

L’eiaculazione ritardata o la mancata eiaculazione durante il rapporto sessuale può essere definita come l’inibizione del riflesso eiacuolatorio, anche in presenza di una normale erezione e desiderio sessuale. Molte volte però, come spesso riferisce il paziente, è possibile eiaculare solo con la masturbazione. Questo disturbo sessuale , oltre alla natura organica o psichica, rappresenta spesso la conseguenza di una inadeguata stimolazione psicologica e fisica, per la mancanza di preliminari e per l’assenza delle fantasie erotiche.

Le cause organiche sono rappresentate da lesioni neurologiche del centro dell’eiaculazione ( porzione toraco-lombare T 12 - L3), morbo di Parkinson, farmaci anti-ipertensivi, alcool, droghe psicolettiche, barbiturici, tioridazina e bloccanti gangliari. A queste bisogna aggiungere alterazioni ormonali come riduzione del testosterone, iperprolattinemia o le ostruzioni da stenosi dei dotti eiaculatori, per esiti da traumi, o per Ipertrofia Prostatica Benigna.

Riguardo alle cause psichiche sono state avanzate teorie di tipo psicoanalitico e comportamentistico. Secondo le prima l’assenza di eiaculazione durante il rapporto sarebbe l’espressione di paure inconsce che il paziente associa all’eiaculazione: timore di essere castrato o ferito se eiacula nella vagina che egli identifica con quella materna, ossessione che lo sperma sia qualcosa di disgustoso, paura del concepimento e delle conseguenti responsabilità.

Secondo il modello comportamentale questo disturbo sessuale sarebbe invece il risultato di una associazione causa-effetto tra un evento traumatico e la reazione eiaculatoria: in questo caso eiaculare vuol dire riattivare il trauma. Ma un altro aspetto da non sottovalutare è la reazione della donna al disturbo sessuale del maschio; la mancata eiaculazione in vagina costituisce il crollo delle aspirazioni femminili di maternità o una sua inadeguatezza nello stimolare il partner, con profondo senso di colpa. Quando si escludono le cause organiche e quando fallisce anche la terapia psicanalitica, che non affronta il sintomo ma cerca di far emergere i conflitti inconsci del paziente, un reale contributo alla risoluzione del problema si è avuto utilizzando tecniche comportamentistiche, che si sviluppano in tre fasi: stimolazione orale o manuale senza la fase della penetrazione ed eiaculazione- raggiungimento della eiaculazione extravaginale con stimolazione diretta da parte della partner- eiaculazione in vagina.

È la meno frequente fra le disfunzioni maschili, ma è certamente una delle più fastidiose. L'eiaculazione ritardata o inibita colpisce, infatti, soltanto il 3-5 per cento degli uomini afflitti da problemi sessuali, "e generalmente", spiega lo psicosessuologo Davide Dettore, "la sua origine non è fisica ma psicologica". Tant'è che solo di rado è causata da disturbi di tipo organico: in questo caso a soffrirne sono soggetti con problemi neurologici molto gravi o post-traumatici, o persone affette da disfunzioni endocrine e metaboliche come il diabete. "Ma può anche verificarsi", continua Dettore, "prendendo alcuni farmaci, fra cui gli antipertensivi, i neurolettici e gli antidepressivi di seconda generazione, Prozac in testa - non a caso spesso usati nella cura dell'eiaculatio precox". Le teorie sulla natura di tale disturbo sono numerose: si va da quelle di impostazione psicoanalitica, che mettono in luce l'aggressività del maschio nei confronti della femmina (la mancata eiaculazione è un modo per punirla), a quelle di tipo psicodinamico, che possono, per esempio, sottolineare i sensi di colpa provocati nell'uomo dai suoi desideri incestuosi per la propria madre. "Personalmente ritengo che l'eiaculazione ritardata o inibita sia spesso dovuta ad ansia da prestazione: ci si concentra troppo sull'eiaculazione perdendo di vista quelle che sono le fonti dell'eccitamento. Ma può anche accadere quando lui deve "per forza" dare una "prestazione" eiaculatoria: la coppia ha deciso di avere un figlio ed è quindi necessario avere rapporti in determinati giorni, quelli più fertili". E lui, come vive questa incapacità, l'estrema difficoltà a raggiungere l'orgasmo? "In genere ne è molto frustrato", aggiunge lo psicosessuologo. "Anche perché, di solito, durante la masturbazione, quando cioè è solo con se stesso, l'eiaculazione riesce. Le cose invece si complicano in presenza della partner perché la penetrazione non porta all'eiaculazione. Questo disturbo, in sostanza, va contro la predisposizione tipicamente maschile ad avere facilità di eiaculazione: al contrario della donna, infatti, l'uomo è stato geneticamente programmato ad avere l'orgasmo. Chi soffre di inibizione o ritardo dell'eiaculazione può sì godere molto, ma si ferma alla fase eccitatoria". La soluzione? Interpellare subito uno specialista (sessuologo o andrologo che sia), per valutare le cause reali del problema e studiare, insieme, la cura più adatta al caso.

 
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